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I giorni teneri
della giovinezza
non sono mai stai
un'oasi remota
da raggiungere
ora col pensiero.
Mi sento ancora
come vivessi
alle pendici
di un vulcano attivo.
I miei genitori
erano in guerra
per il dominio
dell'uno sull'altro:
combattimenti
tregue posticce
affondi spietati
parate per il pubblico.
io e mio fratello
bambini
se eravamo visti,
eravamo strumenti
di guerra
ma non ci si rassegnava,
volevamo una famiglia
come tutti gli altri.
Così mi improvvisavo
diplomatico,
cercavo di
sciogliere i nodi,
pacificare,
mettere d'accordo.
Le cene erano
i campi di battaglia
"Sei una merda!"
diceva mio padre a mia madre.
Da un lato del tavolo
col tono che useresti
con un ingrato
"Non te la prendere,
un amico mi chiama così
E io non me la prendo!"
mio fratello a mio madre.
Dalla metà lunga del tavolo
"Vorrei non averti mai sposato"
Ribatté mia madre.
Dal lato opposto del tavolo
Io a Lei,
sempre dalla metà del tavolo,
"Se non lo avessi sposato,
non saremmo nati noi"
Mia madre:
"Avrei avuto altri figli"
Ci pensai per un secondo
poi mi bloccai con
lo sguardo verso terra
Era
così chiaro
così limpido
così ovvio
così vergognosamente
Vergognosamente
Logico
Sciami di mosconi
volavano a mezz'aria
come proiettili a punta cava
Non era una giornata speciale
e non se ne accorse nessuno
Ma gli unicorni strisciarono
a terra quatti quatti
verso l' uscita
E la colomba abbandonò
Il nido sul vaso in balcone
senza sapere
se farà ritorno